Ieri sera, 24 agosto, al locale “Il Postaccio”, sito in Piazza Matteotti, si è potuto assistere ad uno spettacolo d’elite. Ottima musica e buona partecipazione di pubblico entusiasta l’hanno fatta da padrona e ad esibirsi c’era la famiglia Loconte al completo che, alternandosi sul palco, hanno deliziato i presenti. Si tratta di Mikelangelo, Pierino ed Angela, accompagnati da: Gianni Trotta, Vincenzo Belpiede, Luigi Acquaro, Anna Acquaro, Andrea Battaglino e Marie Colapietro.
Il momento clou della serata si è avuto con l’esibizione di Mikelangelo, il cantautore cerignolano che ha avuto il suo exploit in Francia con il musical “Mozart, L’opera Rock” e che è ormai è una star internazionale riconosciuta. Il tutto è testimoniato dalla biografia su wikipedia, da numerosi iscritti alla sua personale pagina fan di Facebook e i tantissimi video postati su Youtube che immortalano frammenti del suo successo.
Michele, per i concittadini, dopo una lunga assenza dal suo luogo natio, partito in cerca di fortuna per la vita d’oltralpe, ritorna a Cerignola e non manca l’occasione offertagli di esibirsi per i suoi amici, conoscenti e semplici ammiratori che hanno saputo della sua storia e che sono stati lieti di poter assistere all’evento.
La sua perfomance ha inizio subito dopo l’esibizione di suo fratello Pierino (che ha comunque continuato ad accompagnarlo con la chitarra) e prima di sua sorella Angela, ed è partita con una cover dei Depeche mode, concludendosi, poi, con Sting and Police, entusiasmando, in questo modo, il pubblico e catalizzato anche l’attenzione di chi, per caso, era solamente di passaggio. A fargli compagnia (anche sul palco) c’era pure un suo amico belga, Giova Rizzuto, il quale ha avuto il merito di introdurre Mikelangelo nel mondo che ora lo circonda e che tanto lo e ci gratifica.
Un semplice martedì sera privo di entusiasmo, è stato così, grazie all’iniziativa di un privato (il locale in questione), trasformato in una ottima serata di musica e un’occasione di riconoscimento dei cerignolani verso un concittadino che ci rappresenta. E’ proprio il caso di dire: chapeau
source : loblog.it